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Reggio Calabria, sciopero permanente

Il "coordinamento 25 novembre di Reggio Calabria" costituitosi per la "giornata internazionale contro la violenza sulle donne" prosegue con le attività previste e con l'impegno preso con le cittadine e i cittadini della nostra città.
Abbiamo avviato una sottoscrizione al nostro documento politico che contiene precise richieste fatte alle istituzioni locali affinché vengano presi provvedimenti urgenti in merito a ciò che ci riguarda come donne e come cittadine.

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LETTERA DI UNA LIBRAIA (PER UN NATALE CONTRO GLI STEREOTIPI DI GENERE)

Care amiche (e cari amici),

in questo periodo il mio lavoro in libreria diventa un susseguirsi di pacchetti infiocchettati che finiranno sotto gli alberi delle case delle nostre bambine e dei nostri bambini.

Vengono comprati molti libri in più rispetto al resto dell’anno e credo che, proprio per questo, sarebbe giusto fare attenzione a quello che si sceglie e magari provare a selezionare, leggere e approfondire i regali che facciamo alle/ai più piccine/i, che poi saranno i semini della loro cultura e della loro crescita intellettuale ed emotiva.

Per questo motivo, quest’anno, vorrei permettermi di darvi qualche consiglio, non perché sappia più cose di voi, ma semplicemente perché, per il lavoro che svolgo, conosco le ultime novità editoriali, nuovi editori emergenti, so quali libri non si trovano più e quali invece non sono ancora passati di moda.

Vi invio quindi una piccola lista di titoli in cui l’immagine della bambina, della donna, del femminile si pone fuori dagli stereotipi. E’ un elenco del tutto parziale ma spero vi possa tornare utile.

un abbraccio e un augurio di buone feste

Alice (clicca sul titolo per continuare a leggere)

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25 novembre a Catania, le immagini

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No Tav: baci e violenza sessuale, quando un poliziotto ne umilia cento

Di Monica Lanfranco

 

In Italia ci si fa pubblicità per esistere e far parlare di sé, a qualunque costo e usando qualunque argomento: insultando memorie storiche e politiche dolorose, non curandosi di infangare emozioni o lutti, infischiandosene di violentare nuovamente le vittime, degradando sentimenti e dignità, trasformando in grottesco l'assurdo.
Penso agli adesivi sportivi con il volto di Anna Frank, alla pubblicità di prodotti per pulire la casa ammiccante al femminicidio, ai cartelloni stradali con corpi di donne presentati come quarti di mucca, solo per citarne alcuni: se n'é già parlato.

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Contro il sessismo quotidiano, il progetto di Laura Bates

di http://donneviola.wordpress.com

Il progetto di Laura Bates si chiama Everyday sexism. Oggi sul Guardian, Laura annuncia il 50.000 accesso alla bacheca. 50.000 persone che hanno raccontato la loro vicenda di sessismo quotidiano.
Storie di tutti i tipi, dalla persona che dopo aver saputo della tua promozione ti chiede se ti sei dovuta concederere sessualmente, dalle ragazze che devono sentirsi frasi trite e ritrite sulla loro taglia di reggiseno, donne molestate sessualmente e subito dopo colpevolizzate.
Laura Bates ha creato questo movimento in Gran Bretagna ma leggendo i post lasciati in bacheca ogni donna può ritrovare delle affinità nella propria storia personale.
Quando una donna ottiene un ruolo importante arriverà di certo chi dirà : Di sicuro l’ha data.
Quando sentiamo parlare di violenza sessuale  i primi commenti che affiorano sono del tipo: Ecco, se le è andata a cercare. Non doveva comportarsi così , non doveva uscire, non doveva vestire a quel modo.
Troppo spesso, quando si parla di una donna, si oltrepassa la personalità mettendo in risalto le sue  doti fisiche...clicca sul titolo per continuare a leggere

Su 194 e diritti delle donne, la latitanza del Pd di Renzi

di Marina Terragni

“Sui diritti il Matteo non è forte”: ante-primarie lo ammettevano anche vari “renziani”, malcelando il “neo” del loro candidato: per ora cerchiamo di parlarne il meno possibile, poi vedremo. Stefano Boeri, eletto tra i delegati di Renzi all’assemblea nazionale Pd, più onestamente sosteneva: “Sui diritti civili, come sui matrimoni e le adozioni per le coppie gay, non la penso come lui”.

Non si tratta in verità di essere più o meno “forti” sul tema dei diritti. Si tratta forse di non aspettarsi da Matteo Renzi quello che Matteo Renzi non intende dare. Di cambiare aspettative. Di non stupirsi, per esempio, dell’edificazione di un cimitero dei feti a Firenze. Del fatto che Marianna Madia, delegata al Lavoro della sua segreteria, ritenga che “L’aborto è il fallimento della politica, un fallimento etico, economico, sociale e culturale… credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi non abbiamo diritto di farlo. Quindi dico no all’eutanasia. Se si parla di famiglia io penso a un uomo e una donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita”. Salvo poi rettificare “penso che la 194 sia una conquista e che vada applicata in toto”. Nessuna rettifica sull’eutanasia né sulle famiglia omoaffettive.

Il 2 ottobre il mix voto contrario-astensione di vari consiglieri Pd in Regione Toscana ha affossato una mozione che chiedeva una migliore applicazione della 194 – peraltro presentata dalla maggioranza di centrosinistra-: legge ormai sostanzialmente inapplicata causa obiezione di coscienza oltre al 70 per cento...(clicca sul titolo per continuare a leggere)

Ministra-ministro, l’Accademia della Crusca smentisce il Corriere della Sera

di Adriana Terzo

A proposito di ministra, registriamo - con piacere  - la presa di posizione dell’Accademia della Crusca di appena pochi giorni fa che rompe inesorabilmente gli indugi,  con buona pace di chi ancora si fa venire il mal di pancia nel coniugare al femminile certe cariche o professioni. Ministra, assessora, sindaca, magistrata, non ci sono dubbi: si dice (e si scrive) proprio così. La fonte è, per l’appunto, la più autorevole che ci sia: la presidente dell’Accademia della Crusca, Nicoletta Maraschio. La quale, smentendo clamorosamente Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, lapidariamente comunica: “Lieta dell'accoglienza positiva riservata dal pubblico e dalla stampa al recente volume La Crusca risponde (a cura di M. Biffi e R. Setti, Le Lettere - Accademia della Crusca, 2013), per evitare alcuni possibili equivoci nelle sintesi che si vanno diffondendo in rete, tiene a ribadire l'opportunità di usare il genere grammaticale femminile per indicare ruoli istituzionali (la ministra, la presidente, l'assessora, la senatrice, la deputata) e professioni alle quali l'accesso è normale per le donne solo da qualche decennio (chirurga, avvocata o avvocatessa, architetta, magistrata) così come del resto è avvenuto per mestieri e professioni tradizionali (infermiera, maestra, operaia, attrice)....clicca sul titolo per continuare a leggere.

STUPRO DELL'AQUILA, QUELLO CHE I GIORNALI NON CI DICONO

Otto anni di carcere confermati in appello per Francesco Tuccia, a fronte della richiesta di 11 anni presentata dal pg Picardi per l’aggravante di crudeltà e sevizie e di quella di assoluzione da parte della difesa di Tuccia per presunto"consenso" di Rosa (a farsi massacrare).  L’aggravante della crudeltà e sevizie è stata riconosciuta, ma la Corte d’appello ha derubricato le lesioni da dolose a colpose e quindi tutto come prima, se non peggio. All’uscita, infatti, il padre di Rosa ha dato giustamente del "pezzo di merda" all’avvocato Valentini, che durante l’udienza ha diffuso dei dati sensibili (ossia dove vive adesso Rosa, cosa che non sapeva nessuno se non la famiglia e le compagne più vicine!) e quello gli ha chiamato le guardie e gli ha giurato querela.
Tuccia è stato anche condannato alla interdizione perpetua da tutti i tipi di incarichi di tutela e curatela, ma pare che ciò non impedirà al tipo di continuare, durante i domiciliari, a usufruire del permesso, senza restrizioni, per uscire e andare a lavorare come autista di ambulanze! (clicca sul titolo per continuare a leggere)

Pippo Civati, il femminicidio e la "questione maschile"

Di Viviana Pizzi

Leggi tutto...Un uomo che parla di questione maschile. A primo colpo questa dichiarazione potrebbe far pensare a qualcosa di becero, di assurdo maschilismo pronto ad entrare ancora nella sfera politica. E invece no. Pippo Civati, arrivato secondo nella corsa per la segreteria politica del Partito Democratico (dove Matteo Renzi ha stravinto con quasi il 70% alle primarie, Gianni Cuperlo secondo con il 18%, Civati terzo ma in netto recupero con il 14,2%), pensa che il problema siano gli uomini. E la loro visione di argomenti scottanti come il femminicidio e la mancata applicazione della legge 194 sull’aborto.

LA QUESTIONE MASCHILE

E’ stato accusato di aver dato troppo spazio alle argomentazioni di parte. E per questo motivo ha deciso di riaffermare il suo pensiero. Lo fa direttamente dal suo blog dicendo: Mi sono diffuso sulla questione maschile (non femminile, perché in questo Paese i problemi ce li hanno i maschi) e credo di aver fatto non bene, benissimo.Poi ha sottolineato di non voler attaccare nessuno ma di voler mostrare il suo disaccordo con quella che è diventata la morale dominante. Che ha poco di morale e molto di dominante. Ed è così che definisce la cultura del maschilismo e l’incapacità di comprendere la cultura della differenza. La questione di genere per Civati è il primo problema da cui ripartire se si vogliono cambiare le cose. E mi sorprende che nel Pd si discuta di tutto e non delle cose (così) importanti...(clicca sul titolo percontinuare a leggere)

Rapporto Censis, ci salvano le donne

Le «Considerazioni generali» del 47° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2013

Una società sciapa e infelice in cerca di connettività

Il crollo non c'è stato, ma troppe persone scendono nella scala sociale. Nuovi spazi imprenditoriali e occupazionali in due ambiti: revisione del welfare e economia digitale. Il sistema ha bisogno e voglia di tornare a respirare, oltre le istituzioni e la politica

Roma, 6 dicembre 2013 - Una sospensione da «reinfetazione». Oggi la società ha bisogno e voglia di tornare a respirare per reagire a due fattori che hanno caratterizzato l'anno. Il primo fattore è lo stato di sospensione da «reinfetazione» dei soggetti politici, delle associazioni di rappresentanza, delle forze sociali nelle responsabilità del Presidente della Repubblica. Ma la reinfetazione, in nome del valore della stabilità, riduce la liberazione delle energie vitali e implica il sottrarsi alle proprie responsabilità dei soggetti che, a diverso titolo e con differenti funzioni, dovrebbero concorrere allo sviluppo, che è sempre un processo di molti. Il secondo fattore è la scelta implicita e ambigua di «drammatizzare la crisi per gestire la crisi» da parte della classe dirigente, che tende a ricercare la sua legittimazione nell'impegno a dare stabilità al sistema partendo da annunci drammatici, decreti salvifici e complicate manovre. Nel progressivo vuoto di classe politica e di leadership collettiva, i soggetti della vita quotidiana rischiano di restare in una condizione di incertezza senza prospettive di élite.

Si registra una sempre più attiva responsabilità imprenditoriale femminile (nell'agroalimentare, nel turismo, nel terziario di relazione). Dov'è oggi il «sale alchemico»? Quel fervore che ha fatto da «sale alchemico» ai tanti mondi vitali che hanno operato come motori dello sviluppo degli ultimi decenni si intravede, tuttavia, nella lenta emersione di processi e soggetti di sviluppo che consentirebbero di andare oltre la sopravvivenza. Si registra una sempre più attiva responsabilità imprenditoriale femminile (nell'agroalimentare, nel turismo, nel terziario di relazione)...clicca sul titolo per continuare a leggere.

L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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