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Il femminismo come strumento di critica e autodifesa - Weekend di formazione conviviale fra donne

Il contrario di femminismo non è maschilismo, è masochismo: parola di Gloria Steinem, giornalista e attivista femminista statunitense. Con questo slogan Monica Lanfranco, giornalista e formatrice, propone tre giorni di seminario dal 6 all'8 giugno ad Altradimora (Caranzano-AL). L'incontro si propone due obiettivi:
1) Avvicinare donne di diverse età e provenienza alla conoscenza del percorso storico, politico e tematico dei movimenti delle donne in Italia, e delle conquiste sociali, politiche, economiche e culturali della popolazione femminile.
 2) Approfondire, con l'uso di materiali multimediali, il tema della presenza del corpo femminile nella politica, nella cultura, nell'immaginario e nella comunicazione.

Qui tutte le info sul programma, i costi e come arrivare:

https://www.facebook.com/pages/Altradimora-Officina-dei-saperi-femministi/267351233321405?ref=hl

Crescere in campagna segna ancora il destino delle ragazze?

di Barbara Bonomi Romagnoli

 

Adeguarsi al male è possibile. Anche considerare naturale qualcosa che non lo è, come la violenza per mano di familiari o loro amici: Barbara Buoso, autrice de L’ordine innaturale degli elementiLeggi tutto... (Baldini&Castoldi, 2014), descrive con dolorosa lucidità e con parole poetiche che non possono lasciare indifferenti, la quotidianità di una famiglia in cui è “normale” che si studi il minimo per fare da conto e poi si vada dritti a lavorare in fabbrica o nei campi o che si accetti che i maschi abbiano diritto ad una modesta felicità, seppur non scelta, ma comunque preclusa alle donne.

Ancor più è naturale, per un presunto istinto animale, che si abusi dei corpi femminili, anche delle bambine. La protagonista del romanzo, Caterina, purtroppo è nata femmina:

«e non ci poteva fare niente, se non lasciar fare quello che veniva fatto a tutte le femmine del suo mondo che, forse, poteva farla sentire meno in debito con tutti. A sua cugina Maria Pia toccava sempre tenere le gambe aperte quando un maschio voleva sfogarsi, a volte capitava anche quando Caterina era a letto con loro che si infilasse qualcuno, tirasse giù la camicia da notte e le mutandine di Maria Pia e iniziasse a respirarle male contro»....(clicca sul titolo per continuare a leggere)

#MoltoPiùDi194

Giovedì 10 aprile

Leggi tutto...Care amiche, care compagne, car@ tutt@, la reazione alla libertà e autodeterminazione delle donne e dei movimenti lgbtq non ha tardato a farsi sentire. Infatti, dopo le piazze dell'8 marzo con lo slogan Yo decido, nelle scorse settimane le gerarchie vaticane e alcuni gruppi come la Militia Christi hanno attaccato i corsi di educazione alle differenze di genere promossi, fra gli altri, nelle scuole di Roma dall'associazione Scosse mentre il 12 aprile prossimo il Comitato No194 - che vuole abrogare la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza - ha indetto una manifestazione nazionale a Milano.
Ancora una volta non abbiamo scelta e dobbiamo rispondere con forza per fermare questi ennesimi attacchi - alla nostra libertà fisica, morale e psicologica - con una mobilitazione forte e capillare.
Le iniziative per farlo non mancano, soprattutto a Milano, dove ci saranno i No194: il primo appuntamento è il 12 aprile alle 14 in piazza Cadorna per distribuire materiali informativi ai No194, poi un presidio festante dallo slogan #MoltoPiùDi194 è alle 15 alle colonne di San Lorenzo.
A Roma nello stesso giorno confluiranno alle 14 a Porta Pia i movimenti sociali da tutta Italia con lo slogan "Assedio alle risorse e all'austerity: casa, reddito e dignità per tutt*", anche qui non mancheranno le parole delle donne.
Come se non bastasse, la scorsa settimana ci si è messa anche Lorenzin (ma qualcuna aveva dubbi?).
La ministra ha parlato di un "piano di fecondità" per tutte, come a dire che volenti o nolenti il nostro destino deve essere quello di madri. Ovviamente la ministra si sbaglia, e di grosso. Prova ne sono le decine di appelli, lettere e proteste che da giorni stanno girando in rete per dire no a modelli imposti dall'alto su una presunta femminilità, con tutto il loro inevitabile portato di violenza.
Ma non tutto è perduto e chiudiamo questa newsletter con due buone notizie.
La prima. Dopo poco più di dieci anni dalla promulgazione della ormai tristemente nota legge 40, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il divieto della cosiddetta "fecondazione eterologa", ovvero la fecondazione artificiale per cui era vietato il ricorso ad una donatrice di ovuli o ad un donatore di sperma nei casi di infertilità assoluta. Con il risultato che in questi 10 anni il divieto ha escluso moltissime persone dall'accesso alle tecniche, contribuendo alla discriminazione su base economica: chi poteva permetterselo andava in un paese con una legislazione meno restrittiva – più o meno tutto il mondo – mentre gli altri potevano scegliere di rinunciare. Nel frattempo, la legge 40 veniva portata in tribunale decine di volte, smontata pezzo per pezzo, demolita perché non rispettava diritti universalmente riconosciuti. Possiamo dire che con questa sentenza della Consulta cade forse il più ridicolo dei divieti (alla faccia della ministra Lorenzin e del suo vergognoso balbettare politico sull'esigenza di portare in Parlamento tutta la questione).
La seconda. Nonostante la latitanza del governo Renzi sulle questioni femminicidio e violenza - governo che ha voluto otto ministre ma neanche una di loro al ministero delle Donne o delle Pari Opportunità - nel Lazio è stata varata la legge regionale contro la violenza sulle donne che prevede, fra le altre cose, l'attivazione di una rete regionale antiviolenza, l'apertura delle case rifugio nelle città più grandi della regione, il consolidamento dei centri antiviolenza e con un fondo di un milione di euro. La legge è il risultato di un lavoro complesso che ha coinvolto molte associazioni che si occupano di questo tema da vari punti di vista. A dimostrazione che se si fa rete, le buone pratiche possono diventare realtà. Per questo il nostro invito, ancora, è di non perderci di vista e restare in contatto fra noi, ma soprattutto di continuare a farci sentire ed essere visibili dove possibile con le nostre idee, la nostra politica e i nostri messaggi.

Eterologa, cade il divieto della legge 40. Dopo dieci anni

Leggi tutto...di Adriana Terzo

Pezzo dopo pezzo stanno cadendo i baluardi dell’incivile e retrivo ventennio berlusconiano (mentre ancora ci facciamo scendere la lacrimuccia di compassione per il povero vecchio a rischio di assenza dalla scena politica futura!). E l’ultimo degli avamposti di quel vergognoso oscurantismo dei tempi moderni riguarda l’infame legge 40 che vietava la fecondazione artificiale, la cosiddetta ”fecondazione eterologa” per cui era illegale il ricorso ad una donatrice di ovuli o ad un donatore di sperma nei casi di infertilità assoluta.
La bellissima notizia di oggi è che quel divieto e quella legge, secondo i giudici della Consulta, sono incostituzionali. E dunque, che la fecondazione assistita eterologa non è più vietata. Cade, finalmente, una legge ingiusta e discriminatoria su base economica: nel corso di questi dieci anni da quando la legge è stata introdotta, migliaia e migliaia di persone hanno dovuto rinunciare ad avere figlie o pargoli non avendo i necessari denari per andare all’estero. Dove, ovviamente, l’inseminazione artificiale prospera, fa e fa fare grossi affari. Chi ripagherà, economicamente e, soprattutto psicologicamente, tutte quelle donne e quegli uomini che magari a 35, 40 anni avrebbero provato a diventare genitori, e invece ora a 50 e passa più anni, ovviamente hanno qualche difficoltà in più? E vale la pena ricordare che se questa legge sarà revocata non sarà certo per merito di un’onda di rigurgito popolare o di iniziative politiche o, figuriamoci, di qualche senatore o deputata. No, sarà solo grazie alla testardaggine di tante famiglie che l’hanno portata in tribunale decine di volte, fatta smontare pezzo per pezzo, e demolire nel rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti. "La sentenza di oggi - hanno commentato Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali del procedimento di Firenze, i primi a sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sull'eterologa - ha valore di legge e non è oppugnabile. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di questo tipo. E tale decisione vale per tutte le cittadine e i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. Nessun vuoto normativo, dunque, ma con la legge 40 così modificata, garanzie per i nati e per le coppie”.

E se è vero che con questa sentenza cade forse il più ignobile dei divieti (alla faccia della ministra Lorenzin e del suo vergognoso balbettare politico sull’esigenza di portare in Parlamento tutta la questione), non possiamo dimenticare anche gli altri baluardi medievali berlusconiani recentemente depennati. E ci riferiamo alla lugubre legge sul reato di immigrazione clandestina abolita provvidenzialmente pochi giorni fa alla Camera, nonostante l’ostruzionismo della razzista Lega che quella legge, naturalmente, l’aveva fortemente voluta. (clicca sul titolo per leggere tutto).

Lazio: approvata la legge regionale per contrastare la violenza sulle donne

Leggi tutto...È stata approvata nel Lazio la legge regionale n. 33 dal titolo "Norme per la creazione della rete regionale contro la violenza di genere e per la promozione della cultura dell'inviolabilità del rispetto e della libertà delle donne". La nuova normativa prevede l'introduzione di una cabina di regia, guidata dalla presidenza della Regione e l'istituzione di un Osservatorio per la Pari opportunità, l'attivazione di una rete regionale antiviolenza, l'apertura delle case rifugio in ogni provincia del Lazio, il consolidamento dei centri antiviolenza e l'introduzione delle case di semi autonomia e un fondo da un milione di euro. Prevista anche una mostra fotografica voluta dal Consiglio regionale del Lazio "Mai più, insieme contro il femminicidio" che girerà in tutte le scuole del Lazio:

"La nostra intenzione è di portarla sia dentro le scuole medie che in quelle superiori, la legge dice 'scuole di ogni ordine e grado', sempre accompagnata da dibattiti e iniziative di presentazione e ancor più di "messa in moto" della legge - spiega Marta Bonafoni, consigliera regionale - La scuola e il tema della formazione sono infatti uno dei cuori pulsanti della legge, dove si parla esplicitamente di contrasto alla violenza, superamento degli stereotipi, percorsi di educazione all'effettività. Coinvolti sono tutti i componenti della scuola, dagli alunni ai professori, ai genitori".
Saranno fatte anche campagne informative e percorsi formativi nel settore della comunicazione, dei media e dei new media: "la legge all'art.1, quello sulle finalità, si propone di contrastare nella comunicazione l'uso di termini, immagini, linguaggio verbale e non verbale, prassi discriminatorie offensive e lesive della dignità della donna - prosegue Bonafoni - prevede inoltre una specifica formazione per le operatrici e gli operatori che operano nell'ambito della comunicazione, anche istituzionale, e dei media, avvalendosi anche della collaborazione di università, istituti di ricerca, organismi professionali e associazioni di categoria".

Alleghiamo il testo completo

Allegati:
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Dividua derubata

di Emma Baeri Parisi

Mentre mi stavo truccando – pausa mattutina in cui il pensiero incalzante si acqueta mentre gli occhi controllano rughe e fard – un pensiero molesto mi ha attraversato la mente: questo papa Bergoglio è pericoloso, non si fa i fatti suoi e si fa i fatti miei. Completo il giro degli occhi con la solita matita nera e mi precipito a fermare il pensiero. I fatti suoi: autodenunciarsi come evasore fiscale e pagare le tasse sugli immobili ecclesiastici; dichiarare solennemente che le donne sono persone, "costole egualitarie", e aprire loro tutte le porte della casa di Dio, altrimenti detta Madre chiesa. "Casa", "madre": lampadina! Il furto si nasconde dietro queste due parole. I fatti miei: se la casa è di Dio e io sono fatta a sua immagine e somiglianza, non vedo perché debba essere relegata nelle stanze della servitù, a fare i servizi, seppure divini: voglio stare anche in salotto e "ovunque si decida". Quanto alla madre, la bonarietà accogliente di questo papa mi appare come una vera e propria usurpazione. Baci, bacetti, carezzine, sorrisetti sono certo espressione di un buon carattere, che ha assorbito e messo a frutto il segno materno della dividualità, ma non basta, non mi basta. Una buona madre sa che le sue figlie per stare veramente bene hanno bisogno di sentirsi amate e rispettate per quello che sono, femmine della specie umana, intere. Quindi autodeterminazione... Qualche carezzina in meno e molto coraggio in più (sempre che la questione sia solo quella di una dose di coraggio...).

Catania, aprile 2014

Pubblicato su Le Voltapagina

Afghanistan, uccisa la fotografa Anja Niedringhaus. Ferita la sua amica giornalista

Una fotografa brava e premiata con il Premio Pulitzer qualche anno fa, Anja Niedringhaus è stata uccisa mentre una sua amica, giornalista, è stata gravemente ferita in un attacco di uomini armati, in uniforme di polizia, nella provincia orientale afghana di Kost. Lo riferisce la locale Tolo tv. Il killer è stato già arrestato. Le due giornaliste, entrambe dell'agenzia Usa Ap, stavano effettuando interviste ai cittadini in vista del voto. Lo ha confermato la polizia della provincia di Khost. Non si sa ancora se l'autore dell'attacco è un vero agente di polizia o un militante travestito. Il capo della polizia di Khost, Faizullah Ghairat, ha precisato che la fotografa deceduta era di nazionalità tedesca mentre la giornalista ferita è canadese. Secondo Tolo tv, si tratta della fotografa Anja Niedringhaus e della giornalista Kathy Gannon. La polizia ha aggiunto che l'uomo con la divisa di agente di polizia ha sparato contro le due donne mentre stavano per entrare nell'ufficio del governatore del distretto di Tanai. Secondo il portavoce del governo provinciale di Khost, Mubarez Mohammad Zadran, l'uomo che ha sparato si chiama Naqibullah. L'agguato è avvenuto nel remoto distretto di Tanai, al confine con il Pakistan, e il killer è entrato in azione mentre Anja e Kathy stavano intervistando degli abitanti sui problemi della zona alla vigilia del voto. Si è inoltre appreso che le due donne erano giunte a Tanai insieme ad un team della Commissione elettorale indipendente (Iec) impegnato a distribuire il materiale per i seggi che apriranno domani fra le 7 e le 16 locali. "Anja e Kathy hanno passato anni insieme per coprire l'Afghanistan, il conflitto e la sua gente", afferma Kathleen Carroll, Ap Executive Editor. "Anja era una appassionata, dinamica giornalista, molto amata per le sue foto, il suo cuore e la gioia per la vita. La sua perdita ci spezza il cuore". Le due croniste di Ap "erano in un convoglio protetto dall'esercito afghano e dalla polizia", al momento dell'agguato si trovavano in auto con un fixer e un driver". (clicca sul titolo per continuare a leggere)

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Perla, sedici anni e una gravidanza inaspettata

di Barbara Bonomi Romagnoli

 

Perla corre veloce, non sa ancora cosa farà da grande ma intanto corre perché è lo sport che le riesce bene, anzi meglio. Fra una gara e l'altra, corre dalla sua amica Allegra, con cui condivide il tempo della spensieratezza e degli innamoramenti, delle vacanze e dei segreti da custodire. Perla corre così tanto che non si ferma a pensare, la notte in cui fa l'amore con Cesare, che dovrebbero prendere precauzioni perché sono giovani, troppo giovani per una gravidanza che invece arriva inaspettata. Perla allora ferma la corsa e cerca di capire cosa fare.

È la trama del nuovo romanzo per ragazze e ragazzi (dagli 11 anni in su) dal titolo Una sottile linea rosa scritto per Giunti da Annalisa Strada, autrice di narrativa e docente delle scuole secondarie di primo grado. Ha scelto un tema complesso e quanto mai attuale, vista la crescita in tutto il mondo occidentale delle gravidanze precoci. [clicca sul titolo per leggere tutto]Leggi tutto...

La guerra fra donne? Non esiste

di Paola Zaretti*

In fondo il femminismo ha chiarito alle donne i motivi della loro scontentezza con gli uomini. Così la scontLeggi tutto...entezza si è spostata fra donne. E le coppie si sono rafforzate. (Carla Lonzi, Diario)

E’ uno di quei pensieri che, come altri incontrati negli scritti di Lonzi, può sembrare quasi scontato. Lo si legge, lo si apprezza –  se e quando lo si fa – e si tira dritto. Capita spesso e con pensatrici di un calibro come il suo, succede più sovente di quanto non si creda. Mai un pensiero che sia scontato: dietro ogni parola, anche la più semplice, c’è un mondo che vibra – e trema – un concerto di saperi e verità non sempre immediatamente accessibili, un concentrato di rivelazioni da svelare.

Capita così di rimanere inchiodate a rimuginare, per giorni, un passaggio, una frase, una parola, una tonalità…Si è verificato anche in questo caso per via di una connessione con un mio pensiero espresso su fb, in cui sostenevo che la guerra fra donne, nonostante tutto sembri mostrare il contrario, in realtà non esiste. La guerra – dicevo in quel contesto – è sempre e comunque una guerra uomo-donna,  anche quando  vi siano in giuoco, anatomicamente parlando, delle donne. L’anatomia – diversamente da quanto pensava Freud – non è il destino, non è ciò che fa di una donna una donna perché ciò che conta è la posizione che una donna assume, è il lato dalla parte del quale sceglie, consapevolmente o inconsapevolmente, di mettersi. E quando sceglie di collocarsi dal lato del maschile, fra lei e un uomo, non c’è, quanto a posizionamento e a ciò che più nel male che nel bene ne consegue, alcuna differenza. (clicca sul titolo per continuare a leggere)

IL LIBRO/ Irriverenti e libere. Femminismi nel nuovo millennio

I femminismi spesso non fanno notizia, nell'informazione mainstream di certe cose non si parla, o lo si fa poco e male. Anche nei media indipendenti continua ad esserci una discreta resistenza culturale a dare spazio, autorevolezza e rilievo a quei fatti che hanno a che fare con robe da donne o da femmine in senso dispregiativo. Tutte queste robe da donne e da femmine non sono invece trascurabili perché riguardano l'umanità intera. Sono tante, tantissime, infatti le donne che si ritrovano per discutere, elaborare proposte politiche, prefigurare pratiche di cambiamento, ripensare non solo il rapporto fra i sessi ma anche l'economia e le regole della convivenza: alcune di loro sono le protagoniste dei racconti di Irriverenti e libere di Barbara Bonomi Romagnoli, pubblicato da Editori Internazionali Riuniti, dal 3 aprile in libreria.

Leggi tutto...Singole e gruppi sparsi sul territorio, reti nazionali e collettivi capaci di innovazione nel linguaggio e nelle forme della politica: dal provocatorio "La disobbedienza ha le zinne" di Assalti a-salti ai laboratori delle Acrobate, dalla scuola delle Giacche Lilla delle Sconfinate al "Manuale delle Galline Ribelli" di A/matrix, dal LadyFest alle voci che tessono Trama di Terre, dal Sexyshock di Bologna a Slavina e alla Fem Conference, dall'eterea Ella De Riva alle donne del Centro documentazione e cultura della donna di Bari e di Undesiderioincomune, dalle esperienze collettive di Sommosse, Punto G, le Lucciole, Facciamo Breccia, le TerreMutate, lo Sciopero delle donne fino a collettivi come Femminile Plurale, Smaschieramenti, le Cagne Sciolte e tanti altri. Un libro che dà voce ai recenti femminismi in Italia - dal Duemila a oggi - attraverso racconti e cronache di donne impegnate e appassionate dove l'autrice si rivolge al largo pubblico e non solo alle "adette ai lavori". Obiettivo? Far scoprire quell'universo colorato e multiforme - ricco di entusiasmi e contrasti, pratiche e pensieri,desideri e passioni - che non ha mai smesso di raccontare e raccontarsi.

L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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