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La politica autentica dello Sciopero

di Giancarla Codrignani

Care tutte, sarebbe bene che tenessimo presente il valore simbolico di uno sciopero a ricordo della volontà di non violenza delle donne.

Anche di un quarto d'ora, senza grandi oneri per l'interessata scioperante, ma che sia accompagnato da una visibilità; e che venga esteso anche a casalinghe, studentesse, suore, parlamentari... ciascuna a suo modo. Una si giustificherà a scuola dicendo che non vuole essere interrogata o che non ha fatto i compiti, sempre dicendo perché, un'altra mettendo in tavola il primo e non il secondo, la nonna andando a spasso senza i nipotini... Ovvio che dobbiamo organizzare il maggior numero di coinvolgimento, monitorare le iniziative, cercare le giornaliste di Giulia; ma intanto credere che è una cosa buona, di una politica femminile autentica nel mediocre panorama che ci circonda.

Senza sfiducia in questo primo esperimento.... Ciao a tutte, Giancarla Codrignani, politica, scrittrice, pacifista, più volte parlamentare della Repubblica

Asti si tinge di rosso

Un cuore rosso dentro la città.

Così il coordinamento Donne della Cgil di Asti intende protestare contro il femminicidio il 25 novembre, dopo aver aderito allo Sciopero delle donne.

Questo, nel dettaglio, il programma per la giornata:

- il Coordinamento Donne Cgil Asti scriverà a tutti gli Enti Pubblici del territorio invitandoli ad esporre drappi rossi a finestre/balconi;

- scriverà alle lavoratrici di vestirsi di rosso per quel giorno e, ove possibile, programmare delle fermate simboliche

- alle h. 14,30 del 25/11, in Piazza San Secondo sede del Municipio, sarà circondato di rosso il cuore della città, con la partecipazione delle studentesse e degli studenti, delle lavoratrici e delle pensionate.

- un gruppo musicale farà la colonna sonora, e saranno letti brani sul tema

- l'8 novembre sarà invitata Marisa Ombra, scrittrice e staffetta partigiana, a parlare del suo ultimo libro "Libere sempre".

Ciao, Luisa Rasero

Perché aderisco allo Sciopero delle donne

Di Rosangela Pesenti, Coordinamento nazionale Udi, Marea, Gruppo Sconfinate

 

Perché lo sciopero è la forma di lotta non violenta inventata dalle donne e uomini delle classi subalterne per vincere la pretesa dei padroni di sfruttare totalmente il loro tempo, energia, intelligenza.

Perché le donne hanno agito lo sciopero anche contro le dittature.

Perché sciopero significa incrociare le braccia e rendere visibile il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo libero.

Perché sciopero significa esercitare il diritto sul proprio tempo, per le donne sempre occupato e a disposizione.

Perché lo sciopero ferma la produzione e ci consente di ripensarne e ricontrattarne la qualità, la quantità, il senso.

Perché lo sciopero nei lavori della riproduzione sociale - scuola, sanità, pubblica amministrazione, lavoro domestico, lavoro di assistenza, lavoro educativo, casalingato, lavoro di cura - consente di fermarsi e ritrovare il senso delle relazioni umane... [continua]

Assemblea nazionale Auser, sì allo Sciopero

Le delegate della assemblea nazionale dell'Auser, associazione di volontariato e di promozione sociale,aderiscono e sostengono le iniziative di mobilitazione promosse dallo "SCIOPERO DELLE DONNE - Scioperiamo. Per fermare la cultura della violenza" per il prossimo 25 novembre 2013: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, proclamata dall'Onu. Di seguito l'ordine del giorno approvato all'unanimità.

 

Terni, braccia conserte e guanti rossi

Terni Donne, come ogni anno, scende in piazza per focalizzare l'attenzione della città di Terni sulla violenza maschile sulle donne. E propone:

- Innanzitutto un'azione individuale, ovvero quella di appendere, ognuna alle proprie finestre, un drappo rosso in segno di protesta e scattare una foto da mandarci.

- In secondo luogo proponiamo di ritrovarci in Piazza della Repubblica davanti alla BCT con indosso un paio di guanti rossi; ci disporremo in ordine sparso su tutta la piazza mentre partirà la canzone Sciopero; appena finirà la canzone ci metteremo tutte a braccia conserte per 5 minuti, in silenzio. Il silenzio verrà poi rotto da una di noi che griderà la parola LIBERTÀ che poi verrà ripetuta da tutte le altre, poi un'altra parola, sempre ripetuta, poi un'altra e cosi via. Alla fine della lista partirà una canzone che segnerà la fine della performance. Le parole d'ordine che grideremo si ispirano all'appello dello Sciopero.
Stiamo anche pensando di creare un'istallazione con quante più possibili paia di scarpe da donna rosse, così come avviene ormai da mesi in diverse città di Italia. Per informazioni, proposte e collaborazioni vi invitiamo ad inviarci una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Terni Donne

Colombia: gambe incrociate per lo sciopero del sesso

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A Barbacaos, piccola cittadina della Colombia, le donne del “Crossed legs movement” (il movimento delle gambe incrociate) hanno annunciato uno sciopero del sesso. Fin quando le strade della città non verranno ripavimentate, e rese più sicure in modo da garantire la loro incolumità, non faranno più sesso. Il problema maggiore è rappresentato dall’assenza di una strada asfaltata che colleghi il piccolo paesino con le maggiori città limitrofe. Per la seconda volta in due anni le donne non si concederanno ai loro uomini finchè non verrà risolto il problema. Già nel 2011 erano iniziate le proteste. All’epoca anche il giudice Marybell Silva entrò in sciopero dopo aver visto una giovane donna incinta morire perché l’ambulanza era rimasta bloccata sulla strada e non era riuscita a raggiungere in tempo l’ospedale. Dopo l’incidente il governo si impegnò a stanziare 21 milioni per iniziare il lavori. La manutenzione promessa però non è mai iniziata, dunque le donne del movimento gambe incrociate hanno deciso di indire nuovamente uno sciopero del sesso.

Fonte: Mailonline

Bologna, assemblea cittadina verso lo Sciopero delle donne

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Anche la rivista "Confronti" parla dello Sciopero delle donne

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Su “Confronti”, mensile di fede, politica, vita quotidiana, laicità, pluralismo, e culture l’articolo di Fiammetta Mariani, fra le ideatrici del progetto La filosofia maschia.

Allegati:
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VARESE, NO AL CIMITERO PER FETI ED EMBRIONI

 

BASTA ATTACCHI ALLA 194

A febbraio di quest’anno il consiglio comunale di Tradate ha approvato una delibera che prevede l’individuazione presso il cimitero di Abbiate Guazzone (comune di Tradate, provincia di Varese) di uno spazio denominato “Area dei bambini mai nati” per l’inumazione di embrioni e feti abortiti prelevati presso l’Azienda Ospedaliera locale. Dietro le quinte di questa operazione c’è l’opera di una associazione cattolica integralista, denominata “Difendere la vita con Maria”, che dovrebbe firmare un protocollo d’intesa con il comune di Tradate per gestire la sepoltura dei prodotti abortivi. Il prelievo di questi dall’ospedale, la sepoltura, le preghiere, i lumini e tutto il santo rituale messo in atto avvengono con o senza il consenso della donna...continua

Dal rosa al rosso, verso il 25 novembre

Il Crowdknit Cafè di Vicenza partecipa a "Dal rosa al Rosso..." per la realizzazione di un progetto a maglia e uncinetto che verrà esposto il 25 novembre durante la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L'iniziativa è partita dal gruppo Tempo Intrecciato di Mestre in collaborazione con Crowdknitting e riguarda i 17 centri di Crowdknit Cafè sparsi sul territorio.

 

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L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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