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Imola, tutto lo Sciopero minuto per minuto

• "Dove c'è violenza non c'è amore" è il titolo dato al freeze flash mob che si svolgerà in due tempi (alle 7,30 e alle 13) alla stazione dei treni di Imola. Le coppie che parteciperanno all'evento sono invitate a restare immobili, in posizione amorosa, e ad indossare la maglietta dello sciopero o qualcosa di rosso, con cartelli che rimandano alla giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Le persone interessate possono visitare l'evento facebook o scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

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Che significa Sciopero delle donne? Far sentire il peso (politico) della nostra assenza

di Barbara Romagnoli
Sciopero. Una parola scomoda, che alcune ritengono perfino vintage, di certo nominarla disorienta, un po’ turba e agita anche in ambienti insospettabili, come quelli sindacali. Se poi l’idea, che circola dai tempi di Lisistrata, è quella di uno Sciopero per fermare la cultura che alimenta la violenza maschile contro le donne, allora sembra proprio una follia.

Quando con Adriana Terzo e Tiziana Dal Pra abbiamo lanciato l’appello per uno “Sciopero delle donne” per il 25 novembre prossimo, eravamo consapevoli che la nostra proposta avrebbe fatto discutere ma eravamo altrettanto convinte che aveva senso provarci, per ridare peso alla politica delle donne e riprendere in mano le pratiche e i percorsi dei femminismi che in questi anni hanno lavorato sulle molteplici forme della violenza, per dire basta ai femminicidi in maniera visibile in tutto il Paese. Perché una donna uccisa ogni tre giorni non è una questione di ordine pubblico, ma una ferita aperta nella società civile.

A giugno scorso, l’uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, ha espresso un punto di non ritorno. Ci siamo dette che non basta più il lavoro dei centri antiviolenza, fondamentale e prezioso, ma privato di fondi e risorse. Non bastano la rabbia e il dolore, lo sconforto e l’indignazione, la denuncia e la consapevolezza. Non bastano le promesse di leggi che neanche arrivano e se arrivano hanno un impianto emergenziale in cui le donne sono solo vittime deboli da tutelare. Al contrario, il femminicidio è un fenomeno strutturale e alle donne vanno riconosciuti diritti, autodeterminazione, libertà, dignità e rispetto. (per continuare a leggere clicca sul titolo).

Perché parteciperò allo Sciopero contro la violenza sulle donne

di Maria Rossi
Parteciperò allo sciopero indetto il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza maschile contro le donne.

Vi sono alcune femministe italiane che ritengono invece insensata la sua proclamazione, perché questa pratica sindacale presuppone l'esistenza di una controparte e comporta una definizione di subalternità, un'equiparazione alle dipendenti che prestano la propria forza lavoro ad un datore (in questo caso il compagno), gerarchicamente superiore, in vista della produzione delle attività domestiche e di cura. Queste femministe non comprendono poi quale nesso vi sia tra una rivendicazione di carattere sindacale e la lotta contro le molteplici e complesse forme di violenza maschile contro le donne.

Una risposta eloquente a quest'ultimo quesito la offre la psicologa sociale Patrizia Romito, quando nel fondamentale testo Un silenzio assordante, illustra il motivo per cui la violenza maschile finisce per avvantaggiare tutti gli uomini, inclusi quelli che sono ben lontani dall'esercitarla. [...] tutti gli uomini, anche coloro che non sono violenti, ricavano dalla violenza esercitata da alcuni: facilità di accesso a rapporti sessuali, servizi domestici gratuiti, accesso privilegiato a posizioni lavorative più elevate e meglio retribuite [p.40]
Il legame tra violenza maschile sulle donne e lavoro domestico e di cura è esplicitato anche da Lundy Bancroft, che individua questo nesso, però, solo nel caso degli abusanti. Per l'autore di Uomini che maltrattano le donne i violenti si attribuiscono uno status speciale che conferisce loro diritti esclusivi e privilegi che perpetuano la disuguaglianza sociale e domestica tra i sessi.(per continuare a leggere clicca sul titolo)

Ecco di cosa sono capaci le donne

Care tutte,
ogni tanto capita che scriva qualche pensiero, di solito critico sulla cultura sessista, quindi non il massimo dell'ottimismo.
Questo 25 novembre sto considerando i racconti istituzionali sul nostro essere "una risorsa": lo dicono sul serio e dichiarano pure che con noi al lavoro crescerebbe il Pil. Ma dove saranno mai le donne? Evidentemente non ci vedono e, se ci va bene, gli basta usarci come ammortizzatore sociale (se ci va male, la violenze è peggiore). Per questo considero una cosa seria l'idea dello sciopero. Non ho lavorato con voi anche perché noi più grandi di età non è male se facciamo un passo indietro.
Tuttavia, ragazze, complimenti! Poche settimane fa le e-mail erano tutte esitazioni, timidezze, "ce la faremo?"
Oggi i risultati di un attivismo positivo, di fantasia, di entusiasmo (merce ormai rara...); un diluvio di e-mail con proposte, slogan, canzoni, poesie, discorsi (perfino la Pizan!), messaggi, twitterate, interi files, striscioni, drappi, appuntamenti, ricerca di reciprocità, nessuna voglia di mettere cappellini sull'iniziativa, perfino qualche istituzione e qualche ministero persuasi ad aderire...
Vedete che cosa sono capaci di "costruire" le donne, anche in momenti di doppia disperazione, oltre alla violenza c'è la crisi e c'è la depressione politica?
La "risorsa" dice che siamo capaci perfino di rinverdire il senso dei sacri simboli per far capire con un nuovo "genere" di sciopero che vogliamo in tutte le situazioni - famiglia, luoghi di lavoro e istituzioni in primis - livelli di civiltà più alti e umani e che la società tutta intera perde se ci fa irrilevanti e ci violenta.
Ho già tirato fuori la sciarpa rossa.... ci vediamo in piazza. E grazie
Giancarla Codrignani - scrittrice, giornalista, politica e intellettuale italiana, ex parlamentare

Scioperiamo! Si può fare

Leggi tutto...Sciopero è la parola suggestiva - ma scomoda – che ha contaminato la nostra campagna politica contro il femminicidio in tutti questi mesi. “Come possiamo attuarlo?” ci avete chiesto, in decine e decine di mail. E come averne la copertura sindacale e l’agibilità senza incorrere in sanzioni e procedimenti disciplinari, o peggio ancora, in licenziamenti?

Care amiche, care compagne, car@ tutt@,

per chiarezza è utile sapere che nessuno sciopero propriamente detto è stato proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Come esempio, citiamo dal sito della Cgil che, per lunedì prossimo 25 novembre “invita le lavoratrici e i lavoratori a partecipare alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, nel quadro di una vasta e articolata mobilitazione nazionale, che vede i territori impegnati con iniziative sindacali unitarie fuori e dentro i luoghi di lavoro”.(per continuare a leggere clicca sul titolo)

Caserta, la squadra di basket testimonial contro il femminicidio

Le donne dell'Associazione Spazio Donna Onlus di Caserta il 25 novembre saranno in piazza, ognuna indossando qualcosa di rosso, per dar vita ad un flashmob durante il quale verranno fatti volare centinaia di palloncini rossi. "Intendiamo far aderire all'evento soprattutto gli uomini - dicono dall'associazione -, questo perché la violenza di genere non deve essere anche una "lotta di genere". Per questo è stata coinvolta la squadra cittadina di basket Juve Caserta. I giocatori hanno accettato con entusiasmo di essere testimonial dell'evento e di essere accanto alle donne dell'Associazione con lo slogan "NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE".

Legambiente aderisce allo Sciopero delle donne

Legambiente aderisce con convinzione alla giornata nazionale contro la violenza sulle donne e allo Sciopero delle Donne.
Una questione di civiltà che interroga l'intero Paese e ne segnala drammaticamente l'arretratezza culturale e politica. In Italia le donne continuano a morire e soffrire, ognuno di noi ha il dovere morale di contribuire a fermare questa strage silenziosa.

Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente

La Camera del Lavoro di Cremona, aderiamo con convinzione

La Camera del lavoro di Cremona aderisce con convinzione all’iniziativa Sciopero delle donne indetto per il 25 novembre 2013. E’ giusto intraprendere, con determinazione e creatività ogni azione atta a sensibilizzare la cittadinanza rispetto all’ignobile fenomeno del femminicidio. Ma serve investire stabilmente e soprattutto, sul piano culturale e della prevenzione così come sul piano della formazione e dell’educazione. E’ un problema che deve investire complessivamente tutta la comunità, perché la violenza sulle donne riguarda soprattutto gli uomini. Dobbiamo parlarne, insieme.

"SULLA PELLE DELLE DONNE" IN SCENA A REBIBBIA

Venerdì 22 novembre ore 16.00. Un reportage televisivo di Mariella Magazù, diventato un libro pubblicato da edizioni centoAutori, adesso è anche una pièce teatrale. Il libro e la sceneggiatura scritti entrambi da Stefania Catallo che ne cura la regia, in occasione della Giornata Mondiale ONU Contro la Violenza di Genere, in anteprima nel teatro del carcere di Rebibbia maschile. Il progetto contro la violenza di genere del Ce.S.P.P. -centro "Lino Filipponi"- che da tre anni opera nella difficile realtà della periferia romana di Tor Bella Monaca, diventa una pièce teatrale e venerdì 22 novembre 2013 alle ore 16.00, andrà in scena in anteprima, in un carcere."Sulla pelle delle donne" - qui di seguito il link https://www.youtube.com/watch?v=aPCYmWYYHOo&feature=youtube_gdata_player-, è il titolo di un reportage realizzato nel 2012 per Rainews24 in occasione dell'8 marzo.  La sfida del Ce.s.p.p. (Centro di supporto psicologico popolare) e della realtà periferica e con alta densità criminale nella quale opera la fondatrice del centro, per denunciare il vuoto legislativo e l'azione istituzionale nel contrasto della violenza di genere in Italia, quando il decreto sul femminicidio (DL n*93 de14 agosto 2013, convertito in Legge il 15 ottobre 2013, n*119) era assente dal dibattito e dall'agenda politica. "Sulla pelle delle donne" porta in scena là dove si sconta il reato, la voce di chi la violenza l'ha subìta, ma non taciuta...(per continuare a leggere clicca sul titolo)

Lo Sciopero negli aereoporti di Puglia

Il Comitato pari opportunità di aeroporti di Puglia ha aderito allo Sciopero delle donne e dal 18.11.2013 al 25.11.2013 sugli schermi degli
aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia saranno mandati in onda materiali dello Sciopero.

Il 25 11 verrà osservato un minuto di silenzio preannunciato dall'ufficio informazioni alle ore 9.00 di mattina (quando ci sono 8 voli) e alle 20.00 (11 voli).

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L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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