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La Traviata di Verdi, primo "femminista" ante litteram?

di Guido Rilletti

Verdi primo femminista ante litteram?
Domani, 7 dicembre, il Teatro alla Scala inaugurerà la stagione con “La TRAVIATA”, in ossequio al centenario verdiano.
Dal 1854 al Teatro S.Benedetto di Venezia, l’anno dopo la poco fortunata prima alla “Fenice” , l’opera, con poche altre, si contende il primato della più rappresentata al mondo. L a ragione ovviamente è nella musica, ma il colpo di fulmine che ha aperto le cateratte di quella invenzione musicale, è nel testo teatrale dal quale Verdi volle che Piave ne cavasse il libretto.
Il testo è la “Dame aux Camèlias” di Alexandre Dumas figlio, commedia in cinque atti che andò in scena al Vaudeville il 2 febbraio del 1852 e che appena tredici mesi dopo divenne La Traviata.
Prima che protagonista teatrale, la “Signora delle camelie” lo fu della storia reale col nome di Marie Duplessis e, come mantenuta, si tenne ai vertici della società parigina finché morì di tisi, a ventitré anni, nel 1847. Dumas fu uno dei suoi amanti e già nel 1848 pubblicò il romanzo a lei ispirato...(clicca sul titolo per continuare a leggere)

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Tutti i giorni, come se fosse il 25 novembre

di Paola Correddu

Il femminicidio, forma estrema di violenza di genere, non può essere considerato alla stregua di un qualsiasi altro omicidio. Ha infatti caratteristiche del tutto peculiari se si considera chi ne è autore ed il movente. L’attenzione che rivolgiamo a questo problema non si può fermare al 25 novembre.   
Gli uomini sono vittime, in gran parte, della criminalità organizzata, per differenti motivi; le donne muoiono in quanto donne, mogli, fidanzate, conviventi, ex-compagne, uccise nel 75% dei casi da mariti, ex-mariti, fidanzati, ex-conviventi, amanti.

Il femminicidio nasce da uno squilibrio nei rapporti di genere che induce l’uomo ad utilizzare la violenza per ristabilire il potere maschile, il desiderio di controllo, il dominio ed il possesso sulla donna. Non è certo la conseguenza di un raptus ma l’esito finale di una serie di episodi di abuso sempre più gravi e frequenti, compiuti da autori lucidissimi. (clicca sul titolo per continuare a leggere)

25 novembre a terni, il video

Guanti rossi in piazza della Repubblica a Terni

 

http://www.youtube.com/watch?v=jwJLPrs_Kng

Welfare, il punto di vista femminista

di Brunella Casalini 

Donne e welfare

Il welfare state ha una particolare e irrinunciabile rilevanza in una prospettiva di genere; comprendere perché non è difficile: basti pensare ai dati sulla femminilizzazione della povertà, specialmente tra le anziane e le madri sole, o al ruolo di sostituto del welfare che le donne tradizionalmente hanno svolto, e continuano ancora per lo più a svolgere, occupandosi dei bambini, degli anziani non più autonomi, delle persone disabili o dei malati cronici. Le donne, peraltro, sono la maggioranza non solo come utenti o prestatrici informali e non remunerate di servizi di cura, ma anche come operatrici, ovvero tra coloro (assistenti sociali e infermiere) che sono più direttamente a contatto con gli utenti e che si occupano della loro presa in carico. Qual è stata, dunque, la posizione della teoria femminista nei confronti del welfare state? Storicamente, si può parlare di una narrazione articolata in diversi momenti (cfr. Fraser 2012). Dagli anni settanta alla fine degli anni ottanta, l'attenzione femminista è stata un'attenzione fortemente critica, consapevole di come le sue stesse origini denunciassero la tendenza ad abbattere il patriarcato privato per dar vita ad un patriarcalismo pubblico. Le femministe ne hanno denunciato in questi anni sia il carattere burocratico e androcentrico, sia la natura di sistema gerarchico fondato su una sostanziale fiducia nel ruolo degli esperti. Negli anni successivi l'ondata neoliberista si è appropriata di questi argomenti per smantellare il welfare, sostituendo per lo più in molti paesi, anche europei, il sistema dei servizi con un sistema di cash-for-care che è stato legittimato in base alla maggiore libertà che esso lascerebbe al cittadino-consumatore di scegliere la soluzione più conforme ai propri desideri. L'appropriazione e la neutralizzazione politica degli argomenti della critica femminista al welfare da parte del neoliberalismo ha contribuito a mettere in secondo piano la pars costruens del discorso femminista, che puntava alla sua democratizzazione. Queste brevi pagine intendono ricostruire, seppure in modo appena abbozzato, la posizione femminista e mostrare perché la via della democratizzazione del welfare, mediante il coinvolgimento dei vari movimenti degli utenti, dai disabili ai carer familiari, sia ancora oggi un importante e attuale contributo sia sul piano teorico che pratico-politico. (clicca sul titolo per continuare a leggere)

La camminata sui tacchi di presidenti e segretari. A Rimini

Camminata sui tacchi. Rossi
Gli uomini (politici, amici, anche passanti) hanno partecipato in maniera convinta e divertita, dando un bel segnale alla città (l'evento è stato ripreso più volte dalla stampa locale). Tra i partecipanti, come annunciato, il presidente della provincia di Rimini, Stefano Vitali, il segretario provinciale CGIL Graziano Urbinati, accompagnati dalla sindaca di Coriano, Mimma Spinelli e dall'assessora alle Politiche di Genere del Comune di Rimini, Nadia Rossi. (clicca sul titolo per vedere altre foto)

 

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Sciopero delle donne, adesione del 45% a Centrale Adriatica

di Fiorenza Addivinola

 

A Centrale Adriatica, sito di Anzola dell’Emilia, la partecipazione allo sciopero è stata del 45% sul totale degli addetti, 80 unità tra le operaie/i e 26 tra le impiegate/i. L’adesione, pur non esaltante, è stata comunque significativa, dato che trattasi di un magazzino di logistica, dove le maestranze, dopo il 2005, sono rappresentate soprattutto da uomini e dove, per la prima volta, viene esplicitata in maniera chiara la questione di genere e l’approccio maschile nei confronti delle donne. La RSU Filcams cgil di Centrale Adriatica, ha osato comunque sfidare ufficialmente e in maniera significativa, la retromarcia della Segretaria Generale, Camusso, indicendo lo sciopero delle donne e invitando le lavoratrici a partecipare alla manifestazione indetta dalle donne del movimento a Bologna per le 17,30 del 25 novembre 2013.

25 novembre in Campidoglio, il video (per tenere sempre alta la testa)

 http://youtu.be/6uTwBr49E_g

(girato e montato da Lorenzo Marzocca e Antonella Sabatino)

DONNE IN PIAZZA

La violenza ci costa...la vita

Roma, 25 novembre 2013

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

25 novembre a Bologna, il video

Le immagini del corteo organizzato dal Comitato promotore dello Sciopero delle donne a Bologna.

http://www.youtube.com/watch?v=Zaer8HSwuDs&feature=player_embedded

 

 

25 novembre a Reggio Calabria, il video

Coordinamento 25 novembre-Reggio Calabria: il nostro "scioperare" sarà permanente nel controllo e nell'azione, perché le richieste delle donne non possono essere disattese.

http://www.youtube.com/watch?v=nRACxUsnyKI

 

 

25 novembre a Perugia, il video

Flashmob organizzato da Libera...mente Donna - Perugia

http://www.youtube.com/watch?v=b5ngub4fCZw

 

 

L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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