Scrivono di Noi

#8marzo#iodecido

 oggi_lotto.jpgGiovedì 6 marzo. Care amiche, care compagne, car@ tutt@,
il primo marzo a Roma, con un significativo flashmob dal titolo chiaro e inequivocabile, #Maipiùclandestine#Campagna194, è stata lanciata la campagna di sensibilizzazione nazionale per difendere - per l'ennesima volta ma, a quanto pare, non è mai abbastanza - la legge 194 dagli attacchi delle lobby conservatrici e cattoliche.
E in risposta al Movimento per la vita, le ragazze in piazza del Popolo hanno chiarito un concetto molto semplice: non è che le donne che decidono di abortire non sono per la vita, o lo sono meno di chi si arroga il diritto di stabilire cosa sia vita e cosa no.
Le donne, e gli uomini, che difendono la laicità nel nostro paese e la reale attuazione della legge 194, affermano con forza che è la vita della donna che deve essere rispettata: perchè è lei che deve scegliere se abortire e deve poterlo fare in sicurezza, in strutture pubbliche, con tutto il sostegno necessario per affrontare una scelta che è e deve rimanere sua, perchè si tratta del suo corpo, non di quello della chiesa nella quale magari prega.
Per questo l'8 marzo di quest'anno, pur nelle differenze di percorsi delle donne che scenderanno nelle piazze, ha un filo comune in Italia, in Europa, nel mondo: ovunque lo slogan sarà, #IoDecido, sul mio corpo e sulla mia vita.
Nel sito Sciopero delle donne trovate tutte le info sulle varie iniziative nelle città italiane che ci sono pervenute.
Come per il 25 novembre scorso, se ci invierete feedback delle varie manifestazioni, rilanceremo in rete le vostre foto, video e documenti per dare testimonianza delle belle energie che, nonostante tutto, si muovono nel nostro paese.

Grazie e buon 8 marzo a tutt@

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L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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