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Smuoviamo questo paese ingabbiato

Venerdì 15 novembre - “Se mi guardo attorno non vedo e, soprattutto, non sento niente. Silenzio. Da parte del governo e  delle  istituzioni, non un atto concreto, un cambiamento...agghiacciante situazione”.  Poche righe e una sintesi che fa  saltare sulla sedia per efficacia ed immediatezza. Ce le ha scritte Elisabetta, da Parma, fotografando perfettamente lo spirito con il quale, ormai cinque mesi fa, abbiamo lanciato lo Sciopero. Ma lei questa mail ce l’ha scritta ieri mattina. E questo significa, drammaticamente, che tra ieri e cinque mesi fa non è cambiato assolutamente nulla. 

Violeta, 48 anni, uccisa a colpi di sedia e gettata in un campo dal marito a Vallo della Lucania (Salerno);  Francesca, 55 anni, misteriosamente scomparsa dalla sua villa a Follonica, il cui custode è in carcere perché sospettato di averla ammazzata; Irina, 47 anni, uccisa dal suo compagno e gettata in una scarpata a Porto Ercole. Storie di queste giorni, le solite, perché nulla muta in questo paese ingabbiato nella morsa della crisi e della legge di stabilità, della politica da salotto e del vouyerismo televisivo, dei vuoti proclami e delle inutili leggi contro il  femminicidio. In cui tutto conta, meno che i nostri diritti. Per questo lo Sciopero, e una nazione intera che si sarebbe dovuta fermare perché le donne, reale motore di tutta l’economia, sommersa e dichiarata, hanno deciso che è ora di dire basta. Non è andata propriamente così perché la parola Sciopero crea scompiglio, agita le poltrone, smuove le città. Ma nel frattempo, dal basso, è nato un movimento capillare e solido, noi siamo state solo il tramite, l’idea, la proposta. E ora questo movimento cammina veloce, da Sud a Nord, nessuna legge, nessuna volontà, nessun proclama potrà fermarlo.

Quello che vi chiediamo in questi ultimissimi giorni prima del 25 novembre, è di pubblicizzare e coinvolgere al massimo tutt@ coloro che vi stanno intorno, nella vostra famiglia e tra i parenti, nei condomini, nei caseggiati, tra i negozianti, sul metrò. Portatevi dietro sempre qualche volantino (lo trovate da scaricare sul sito, in homepage, www.scioperodelledonne.it) da lasciare in visione sul luogo di lavoro, in giro per la città, al supermercato. A Bologna, pensate, sugli scontrini emessi quel giorno in diversi Ipercoop e supermercati, sarà indicato in calce la dicitura “25 novembre Giornata mondiale contro la Violenza maschile sulle donne”.  Non è una trovata geniale? Qualcun’altra suggerisce, a chi lavora in aziende private e pubbliche, di far pubblicare l'iniziativa sullo Sciopero sulla intranet aziendale, tramite i sindacati o se ci sono, tramite i comitati Pari Opportunità. E pensiamo ai comuni, alle regioni, alle scuole, alle associazioni. Oltre, ovviamente, ad affiggere nelle bacheche di ogni dove. Per dire che tutto, tutto può servire per cambiare, e per sensibilizzare sull’assurdità di questa pratica/comportamento/cultura. 

Ultima buona notizia per chiudere questa newsletter. Anche Roma e Milano - finalmente - si mobiliteranno per il 25 novembre. A Roma, in particolare, l’iniziativa, organizzata da numerosi gruppi e associazioni, si svolgerà in piazza del Campidoglio dalle 17 fino alle 19, per concludersi in serata alla Casa internazionale delle donne. In ogni angolo della piazza le associazioni saranno libere di esprimersi, fare allestimenti, organizzare le proprie manifestazioni, esporre striscioni, distribuire volantini e materiale informativo su servizi e sportelli. A tutte le donne che vorranno partecipare si chiede di indossare guanti rossi, e comunque una maglia o un foulard o un nastro rosso. Saranno lasciate a terra scarpe rosse in memoria delle donne che quelle scarpe, purtroppo, non possono indossare più mentre le Trampoliere inizieranno a “legare la piazza” del Campidoglio con  fili rossi. Chi vorrà potrà attaccare sui fili rossi un biglietto con una propria riflessione, un nome, per dire la propria rabbia, per ricordare. Aprirà la piazza il coro del Circolo Bosio diretto da Sara Modigliani che canterà “Se otto ore vi sembran poche…”, e subito dopo le studentesse e gli studenti della scuola di Lagonegro indosseranno una maschera bianca e un cartello al collo, sul quale è scritto il nome di ogni donna uccisa...Il programma dettagliato sul sito.

Buon lavoro,

Adriana, Barbara e Tiziana

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L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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