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America Latina, ora c'è un Protocollo per le indagini nei femminicidi

L’Ufficio605x842xfound-in-translation-untranslatable-words-illustrations-anjana-iyer-26.jpg.pagespeed.ic.0AM9BZyWYI sui Diritti Umani delle Nazioni Unite in collaborazione con UN Women ha dato vita ad un Protocollo che possa essere usato come riferimento nelle indagini e nei procedimenti  avviati a seguito di omicidi commessi contro le donne in America Latina. "Questo Protocollo rispecchia le specificità dei vari paesi della regione” afferma Carmen Rosa Villa Quintana, dell’Ufficio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, “aiuterà gli Stati dell’America Latina ad agire con dovuta diligenza nei casi di femminicidio e aumentare gli sforzi volti ad assicurare a tutte le donne di vivere libere dalla violenza e dalla discriminazione”. E’ difficile avere cifre attendibili sul femminicidio, ma la Small Arms Survey, un’organizzazione di ricerca creata dal governo svizzero, che investiga sulle armi di piccolo calibro e la violenza ad essa legata, stima che globalmente, più di 65.000 donne e ragazze sono assassinate ogni anno, quasi un quinto del totale degli omicidi.

E’ stato riportato un aumento del tasso di violenza contro le donne in America Latina e la Small Arms Survey afferma che dei 25 paesi con il più alto tasso di femminicidio, più della metà sono nelle Americhe. Secondo la ricerca condotta dalla Small Arms Survey le donne sono spesso uccise da uomini che loro conoscono bene, ex partners, familiari o amici. (clicca sul titolo per continuare a leggere).*

La stessa organizzazione riscontra anche, che in paesi con un alto livello di violenza letale, le donne sono frequentemente aggredite da bande e gruppi criminali organizzati, spesso in un clima generale di indifferenza ed impunità.

La ricerca condotta dall’Ufficio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite conferma queste conclusioni, riconoscendo, come causa principale di molti omicidi di donne in America Latina, l’aumento del crimine organizzato, del traffico di esseri umani, del traffico di droga e la proliferazione  di armi leggere. Questi fattori sono aumentati dalla presenza di discriminazioni strutturali, incluso un inadeguato contesto legale.

La Corte Inter-Americana e la Commissione hanno anche espresso preoccupazione per il livello di impunità e violenza, concludendo che l’inferiorità della donna, alla base del retaggio culturale, ha creato una cultura della discriminazione che coinvolge sia l’applicazione della legge che l’istituzione giudiziaria, dando luogo a  negligenza nelle indagini e alla mancanza di sanzioni contro i perpetratori. 

In risposta, l’Ufficio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite e UN Women hanno lavorato insieme per redigere un Protocollo per le indagini su omicidi di genere contro le donne in America Latina. Attraverso una metodologia sviluppata nel 2011 dall’Ufficio sui Diritti Umani, specificatamente per le indagini sul femminicidio in El Salvador, il Protocollo è ad uso degli inquirenti e magistrati della regione per garantire che gli omicidi delle donne siano indagati in modo esaustivo ed indipendente. Anna Coates, parlando per UN Women al momento del lancio del Protocollo, ha detto che l’obiettivo centrale è la fine dell’impunità, stimata in molti paesi dell’area al 98% dei casi segnalati.

Nella prefazione al Protocollo, Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, riconosce che molti paesi, inclusi quelli latino americani hanno modificato il loro codice criminale includendo gli omicidi di genere e hanno adottato altre misure dirette a debellare la violenza di genere. “Comunque- afferma- l’impunità piuttosto che la responsabilità continua ad essere la norma in molti contesti”. 

“Diverse sfide significative restano da raccogliere: il modo discriminatorio con la quale i crimini contro le donne e le ragazze sono affrontati, l’insufficiente attenzione data alle precedenti denunce presentate dalle vittime, l’insufficienza delle indagini criminali e l’uso di attenuanti per abbassare le condanne”.

“Il Protocollo affronta molti dei fattori individuali, istituzionali e strutturali rilevanti per comprendere e rispondere agli omicidi basati sul genere”- afferma Manjoo. “Il pregio del Protocollo è quello di essere  pratico. Raccoglie esperienze pratiche e teoriche di una serie di esperti, tra cui giudici, mediche e medici legali, polizia e magistrate e magistrati, dell’America Latina e oltre”.

Afferma Manjoo: “E’ un esempio positivo di sforzo collaborativo che coinvolge organizzazioni regionali e professionisti, affermando la propria competenza e esperienza, per affrontare e sfidare l’impunità nei femminicidi”.

Molti paesi latino americani stanno già lavorando per integrare il Protocollo nel loro sistema legale e altri hanno espresso interesse nel seguirli.
*http://www.onuitalia.it/notizie-agosto-2014/891-porre-fine-allimpunita-per-femminicidio-in-america-latina

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