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Scegliamo il Rosso. Per protestare

papaveri

di Adriana Terzo. 

Rosso come la protesta, o come la Rivoluzione che stravolge lo stato presente delle cose. Per questo – e non per il martirio di Cristiana memoria – lo "Sciopero" delle donne sceglie il colore Rosso per manifestare il 25 novembre. Drappi e stoffe rosse fuori da balconi e finestre perché Rosso è il colore dell'energia, di chi non abbassa la testa, di chi grida forte il proprio dissenso.

Rosso di rivolta, ma soprattutto di quella Sinistra che ha fatto dell'eguaglianza il suo valore fondante, simbolo delle insurrezioni popolari contro l'autorità costituita, a partire dalla Rivoluzione francese. Rosso come le bandiere che, nel 1831, rafforzarono l'opposizione dei minatori nel Galles contro la polizia, pagata dai proprietari delle miniere. Rosso come la Rivoluzione del 1848, con centinaia di bandiere rosse al vento durante le proteste partite in Francia e poi dilagate in mezza Europa. Rosso come il colore della Comune di Parigi, nel 1871: quello sarebbe stato il colore ufficiale della Comune, e rossa la sua bandiera (invece del tricolore francese). Rosso come il Biennio italiano, cruciale delle lotte sindacali e contadine del 1919-1920.

Rosso di contestazione, anche ai giorni nostri. Come le tuniche dei monaci tibetani contro la violenta politica cinese nel 2008. Come il quadratino disegnato sui cartelli e sulle vetrine dei negozi, cucito sulle magliette e tatuato sui corpi che ha segnato la rivolta studentesca dell'anno scorso a Montréal contro l'aumento delle tasse universitarie. Come gli abiti indossati dalle deputate qualche mese fa a Montecitorio, contro l'obiezione dei medici e per la piena applicazione della legge 194 sull'aborto. Rosso come il fuoco, che canta Bella Ciao al funerale di Franca Rame. Rosso come i vestiti delle donne turche che fermano gli idranti della polizia. Rosso come i fazzoletti ai funerali delle donne uccise per femminicidio.

E' vero, nella simbologia il colore Rosso si presta a molteplici interpretazioni, ed è vero anche che per lungo tempo questo colore è stato usato dai governi per intimidire gli eserciti opposti, o per indicare emergenze o situazioni d'allarme. Ma a noi preme sottolineare che il Rosso, scelto per le manifestazioni del 25 Novembre, non è e non sarà in nome del sangue versato dalle nostre donne ammazzate, ma della ribellione ad ogni forma di violenza. Né in nome di un vittimismo che non ci appartiene. Abbiamo alzato la testa, e lo sguardo. Per questo, finalmente, "scioperiamo".

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L'Appello

Scioperiamo. Per fermare la Cultura della violenza 

Pensavamo che l'uccisione di Fabiana, bruciata viva dal fidanzato sedicenne, esprimesse un punto di non ritorno. Invece no. L'insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un'altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta. Leggi

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