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Pakistan, quelle donne uccise per "disonore"

di Giovanni Giacalone*

Si chiamava Farzana Parveen, aveva venticinque anni, era incinta di tre mesi ed è stata uccisa a sassate dai suoi familiari per aver sposato un uomo scelto da lei e non dalla sua famiglia. Fatto ancor più raccapricciante è che l’omicidio ha avuto luogo fuori del tribunale di Lahore, davanti a centinaia di testimoni e funzionari delle istituzioni.

Uccisa a colpi di mattone. Un vero e proprio assassinio premeditato. Iqbal e Farzana avevano deciso di recarsi in tribunale per sposarsi, nonostante il parere contrario della famiglia di lei. Una ventina di familiari, tra cui suo padre e i fratelli, hanno atteso che Farzana e suo marito, uscissero dal tribunale per poi sparare in aria colpi di arma da fuoco e colpire con bastoni la coppia, cercando di trascinarla via da Iqbal. La ragazza ha però fatto resistenza ed è stato a quel punto che i familiari hanno iniziato a colpirla con dei mattoni presi da un vicino cantiere, causando così la morte della ragazza.

Una storia raccapricciante. Il padre di Farzana si è costituito subito dopo l’aggressione e ha dichiarato alla polizia pakistana: “Ho ucciso mia figlia perché aveva insultato la mia famiglia sposando un uomo senza il nostro consenso e non provo rimorsi”. Fatto che aggiunge ulteriore sconcerto alla vicenda è una confessione di Iqbal, dove dichiara di aver ucciso la sua ex moglie sei anni prima, per poter sposare Farzana. L’uomo venne arrestato ma successivamente rilasciato in quanto perdonato dal figlio.

Omicidi d’onore. Secondo la Commissione sui diritti umani del Pakistan, l’anno scorso 869 donne sono morte a causa dei cosiddetti “omicidi d’onore”. “Questi crimini persistono a causa dell’impunità di cui godono gli assassini”, ha sottolineato la Commissione in un rapporto, ricordando che la legge pakistana permette ai familiari di perdonare gli assassini che spesso sono membri della stessa famiglia della vittima. In molti casi questi reati non vengono denunciati, né perseguiti; i decessi vengono registrati come suicidi o incidenti. Ogni tanto però qualche caso riesce a raggiungere le prime pagine dei giornali locali e internazionali.

La storia di Samia. Un caso eclatante fu quello di Samia Imran che, nell’aprile 1999 a Lahore, fu uccisa a colpi di arma da fuoco. Samia era sposata da sei anni con un uomo violento che la picchiava regolarmente e si trovava nell’ufficio del suo avvocato, Hina Jilani, per discutere del divorzio, a cui però si opponeva la sua stessa famiglia. In quel momento si presentò in ufficio la madre di Imran con un “assistente” che aprì il fuoco contro la ragazza, uccidendola sul colpo. L’uomo sparò poi anche contro l’avvocatessa, mancandola e venne successivamente ucciso da un poliziotto.

Anche se è difficile fare stime precise, il Pakistan è ritenuto in paese dove probabilmente avvengono più delitti d’onore del mondo. Questo tipo di delitto ha anche un nome nel paese, si chiama karo-kari.

*http://www.dirittodicritica.com/2014/05/30/pakistan-donne-farzana/

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