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Giocare sulla prostituzione, Puttanopoly vs Squillo

di Barbara Romagnoli

 

Nel 2003, il Comitato per i diritti civili delle prostitute di Pordenone ha inventato un gioco, Puttanopoly [http://www.puttanopoly.com/], che sulla falsariga del Monopoli fa riflettere sul tema sempre molto dibattuto, anche in ambito femminista, della prostituzione. Con due dadi e un po' di fortuna si gioca per capire cosa c'è dietro la vita delle prostitute, soprattutto di quelle che non scelgono il mestiere e subiscono i ricatti della tratta, quali sono le leggi, chi sono i clienti, quali sono i progetti in campo. Un gioco fatto e pensato bene, che pone quesiti interessant per tutt@.
A distanza di 10 anni c'è in circolazione un altro gioco che si chiama Squillo e non è divertente per niente.
Rilanciamo un articolo che ne parla e spiega perché anche questa è una forma di violenza, per il linguaggio sessista con cui è realizzato e perché non ha interesse a stimolare una riflessione.

 

Il mercante in...Squillo. Come giocare ad essere i peggiori

di Federica Frascogna

Queste alcune delle carte del gioco da lbordellosquillo.jpgtavola più raccapricciante e, duole constatare, gettonato delle feste natalizie: “sodomizzata da un rottweiler”, “Ingoio finito in tragedia”, “Gerbilling” (pratica che consiste nell’inserire piccoli animali come i roditori negli orifizi femminili). Questo è “Squillo”, prodotto dalla Raven e inventato da Immanuel Casto, “musicista” che ha lanciato il sottogenere Porn Groove.

Se un tempo ci preoccupavamo per i ragazzi che crescevano a pane e videogiochi violenti in cui si impersonano eroi criminali, ricordo GTA, oggi possiamo considerare questi ultimi alla stregua di un gioco su Topolino. Se pensate che la maggior parte delle persone si riunisca a Natale e nell'attesa della mezzanotte giochi al mercante in fiera, vivete nel passato, siete degli ingenui moralisti, perché oggi anche il mercato del tempo libero è diventato sfruttamento di corpi, vendita di organi; oggi potete diventare non dei semplici ladruncoli o assassini da quattro soldi, bensì degli importanti papponi, ecco i nuovi eroi. Lo scopo del gioco “Squillo” è conquistare il ruolo di più potente magnaccia della città, si combatte a suon di prostitute, esatto le vostre carte da piazzare sul tavolo e da manovrare a seconda delle loro capacità, saranno rappresentate da escort di tutti gli ambiti, con tutti i nomi più fantasiosi ed originali, ognuna con i suoi “poteri”: vendita di organi, spiare le mosse dell’avversaria, ucciderla, batterla nel “battere” meglio per strada … un gioco di grande astuzia. Il genio inventore di questa penosa trovata, la porno music star Immanuel Casto, spiega: “E’ un’alternativa per intrattenere amici e parenti, una sfida a colpi di fellatio in cui dimostrare le vostre abilità manageriali”. (clicca sul titolo per continuare a leggere)

Si stima che la prima versione uscita l’anno scorso sia del tutto esaurita, il gioco sia andato fortissimo ai Lucca Games di quest’anno e che il target degli acquirenti sia rappresentato maggiormente da giovani di cui tantissime donne. Le senatrici Emanuela Baio, Maria Pia Garavaglia e Laura Bianconi si sono schierate contro questa produzione volendone vietare il commercio, ma per ora il gioco è ancora in circolazione e va proprio alla grande. Navigando on line tra diversi articoli con questo oggetto, si nota una certa propensione a condannare il “moralismo” o “femminismo infoiato”, affermando a gran voce che si tratta di un semplice gioco per adulti, ben fatto, divertente, che la violenza è conosciuta da tutti, si trova anche nei film, il gioco viene addirittura paragonato alle pellicole di Tarantino.

Ma stiamo scherzando? Cosa c'entra il cinema? Cosa c'entra il moralismo o femminismo? Il punto non è l’esistenza della violenza, del mercato di corpi e dello sfruttamento, il punto è la vendita ed il commercio di un prodotto che fa sì che questo malaffare abbia un che di positivo, di “divertente”. Non è un semplice gioco, perché qui non si vogliono proprio tirare in ballo le abitudini private di adulti vaccinati a cui possa piacere la violenza, oppure la vendita di materiale pornografico, non si vuole giudicare questo, qui si parla di fomentare PUBBLICAMENTE, e guadagnarci anche, una criminalità grave di una misoginia senza scampo, non c’è affatto da divertirsi nell'utilizzare le prostitute come i Pokemon, sia pure nell'ambito virtuale, c’è una bella differenza poi tra scene di sesso violento e giocare ad essere tu stesso il mercante di donne.

Fa ridere il sito di Squillo Game, il quale si nasconde dietro il fatto che la violenza e volgarità, anche nel linguaggio, sono all'ordine del giorno, quindi il gioco sarebbe una “satira sociale, gli autori condannano ogni forma di violenza”, certo come siete alternativi ed anticonformisti fate “Satira sociale” … ma mi faccia il piacere, direbbe Totò. E’ mai possibile che non ci vergogniamo più di niente? E’ mai possibile che sui social network, pur non volendo, ci si imbatta in gente che pubblica foto pornografiche e per questo riceve mille consensi invece di indignazioni, gente che crea o segue profili fake di pornostar per rimorchiare o per chissà quali motivi?

squillogame2.pngChe brutto vizio questo voler stare così allo scoperto. Non sarebbe meglio rinchiudersi nella propria stanza soli o accompagnati, ma comunque che la cosa non sia pubblica, visibile a tutto il mondo? Perché le donne sono sempre ed esclusivamente oggetti sessuali anche nei giochi, e il fatto che la cosa ti ripugni identifica la tua persona in una bigotta femminista moralista, infoiata per giunta? L’apertura, l’essere moderni, non significa accettare che tutto il lercio sia a galla e giocarci su, chiamarla satira poi è un’eresia. La pulizia candida non esiste, ma nascondere un po’ di polvere sotto al tappeto non guasta in certi casi.

http://www.ilfioreuomosolidale.org/index.php/component/k2/item/688-il-mercante-in-squillo-come-giocare-ad-essere-i-peggiori

 

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